Dopo aver cambiato il modo in cui cerchiamo informazioni, ora Google vuole cambiare il modo in cui creiamo pubblicità. Google Pomelli è il nuovo esperimento di Google Labs, sviluppato insieme a DeepMind. Un progetto ambizioso che promette di mettere l’intelligenza artificiale al servizio delle piccole e medie imprese per generare, in pochi click, campagne di marketing complete e coerenti con il brand.
Cos’è Google Pomelli e a cosa serve
Pomelli è un AI marketing tool in fase di beta pubblica (per ora disponibile solo in inglese in USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda). La promessa è semplice: aiutare chi non ha un team di marketing strutturato a creare campagne pubblicitarie professionali, “on brand” e multi-canale, in modo rapido e intuitivo.
Il suo cuore è un sistema che Google chiama Business DNA. Inserendo il link del tuo sito, Pomelli analizza automaticamente colori, font, stile visivo e tono di voce. In pochi secondi costruisce un’identità digitale del tuo marchio e la utilizza per generare contenuti visivi e testuali coerenti.
Il risultato? Post, grafiche e messaggi promozionali che parlano la lingua del brand, senza dover scrivere prompt complessi o affidarsi a template generici.
Come funziona Google Pomelli: la guida step by step
Il funzionamento di Pomelli segue un percorso in tre fasi:
Crea il tuo Business DNA
Basta inserire l’URL del tuo sito o caricare immagini e loghi. L’intelligenza artificiale di DeepMind riconosce lo stile visivo, la palette e il tono comunicativo, costruendo una base di partenza personalizzata.

Genera idee di campagna
Una volta definito il DNA, Pomelli propone concept di campagne su misura per il tuo business, per esempio “lancio di un nuovo prodotto”, “offerta stagionale”, “promozione social”. In alternativa, puoi digitare un tuo obiettivo e lasciare che l’AI sviluppi headline, copy e visual coerenti.

Crea e modifica gli asset
Pomelli produce testi e grafiche pronte all’uso per i tuoi canali digitali. Un editor interno ti consente di personalizzare immagini, colori e testi prima del download. Tutto in un unico flusso, senza passare da Canva, Photoshop o Google Ads.

Esempi di utilizzo di Google Pomelli
Al momento del lancio possiamo analizzare solo il video diffuso da Google e alcuni esperimenti testati da esperti localizzati nei paesi per i quali il servizio è disponibile in fase di test. Possiamo però ipotizzare alcuni scenari per i quali Google Pomelli può essere un valido alleato.
Inserisci l’URL del sito, accetta le proposte di campagna e in pochi minuti hai un set completo di post per Facebook, Instagram e LinkedIn. L’AI mantiene la coerenza visiva e il tono del brand.
Promozione di una nuova categoria e-commerce
Chiedi una campagna “educativa e promozionale” e Pomelli genera caroselli informativi, grafiche prodotto e copy orientati alla conversione. Perfetto per testare messaggi diversi senza ricorrere a un’agenzia.
Piccole imprese, grandi idee
Bar, studi professionali, negozi locali o brand emergenti possono finalmente accedere a una produzione creativa di qualità, senza budget elevati né competenze tecniche.
Servirà ancora l’esperto di marketing e pubblicità?
Domanda inevitabile. Se Google Pomelli può generare idee, testi e immagini, che fine farà il marketer umano?
La risposta è la stessa che vale per tutte le tecnologie AI: non sostituisce, ma amplifica. Google Pomelli è un acceleratore creativo, non un sostituto strategico. Può suggerire, ma non può definire posizionamento, target, messaggio chiave e KPI. Può produrre asset coerenti, ma non può misurare risultati, performance e impatto sul funnel.
Il vero valore dell’esperto di marketing sta nel pensiero critico, nella capacità di leggere i dati, creare strategie integrate e dare senso ai contenuti. In altre parole, Google Pomelli potrà generare la forma ma la sostanza (la direzione, la voce, la visione) resta umana.
L’annuncio pubblico di Google Pomelli significa che l’AI sta entrando ufficialmente nella creatività applicata al marketing. Per i professionisti del settore questo apre la strada a nuove opportunità di efficienza e nuove sfide di differenziazione. Chi saprà usare strumenti basati sulla AI senza perdere l’anima del brand, sarà un passo avanti nella nuova era del marketing generativo.


