v Elezioni: Bersani, Monti e Berlusconi si sfidano su Twitter | Luigi Nervo
gli sgommati - monti e bersani su twitter

monti bersani twitterTwitter è il campo di battaglia delle prossime elezioni. Pierluigi Bersani, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Beppe Grillo, Antonio Ingroia e Oscar Giannino utilizzano sempre di più il web come terreno di confronto e soprattutto di scontro prima delle elezioni. I social network hanno preso il posto della vecchia tribuna politica e i leader di partito provano a cimentarsi, chi in modo più spigliato chi più goffamente, con i nuovi media. Gli spin doctor dei leader sono i burattinai che da dietro le quinte manovrano ogni azione degli attori che recitano sul palcoscenico della politica. E guai a sbagliare un tweet: sul web le voci corrono velocemente e una piccola gaffe viene subito amplificata e può spostare migliaia di voti. Barack Obama è stato un maestro nell’utilizzo dei social network durante la campagna elettorale ed è stato eletto presidente degli Stati Uniti per la seconda volta anche grazie al web perché si è adeguato al linguaggio del canale online e lo ha utilizzato per fare capire bene il suo programma. Anche i politici italiani hanno provato a sfruttare la rete, ma con risultati che sono sembrati piuttosto goffi. Grillo è forse il politico che è riuscito a sfruttare al meglio il web per guadagnare consensi anche se, da strumento di partecipazione come doveva essere all’inizio, lo ha poco per volta trasformato in canale unidirezionale per fare passare il messaggio del guru Casaleggio. Anche Renzi si stava presentando come candidato social, ma non gli è bastato Facebook per vincere le primarie contro un avversario che rappresenta la sinistra più tradizionale. Se guardiamo invece i tre leader che hanno possibilità concrete di ottenere un posto influente all’interno del prossimo governo, sembra che per timore stiano giocando a nascondersi e a limitare i danni. L’unico che forse ha provato ad utilizzare i social per comunicare agli elettori è stato Monti che è sceso dalla cattedra per tweettare, ma ha poi commesso l’errore di rispondere solo ai giornalisti e non ai comuni cittadini. Le interazioni sui social stanno però crescendo negli ultimi giorni, soprattutto per merito degli staff dei candidati, e ancora prima delle proiezioni e degli exit poll gli analisti misurano le intenzioni degli elettori attraverso i like e i retweet. Secondo le statistiche dell’agenzia Ecce in collaborazione con il quotidiano La Stampa di Torino, Grillo spopola su Facebook, mentre la pagine di maggior successo sono quelle dei partiti minori, il Movimento 5 Stelle, Rivoluzione Civile e Fare per fermare il declino. Su Twitter è il Pdl l’unico partito a guadagnare terreno tra quelli realmente candidati a governare. Al contrario, tra i leader di partito è Bersani quello che in queste settimane sta tenendo testa a Grillo e Giannino e che viene premiato dagli hashtag di Twitter dove #italiagiusta è al primo posto dopo aver superato anche #tsunamitour. Oltre alla popolarità, dalle analisi dei flussi su Twitter è anche possibile vedere come vengono percepite le relazioni tra i politici in questo complesso intreccio di alleanze che cambiano come il vento. Nello schema realizzato dal quotidiano La Stampa di Torino con la piattaforma Tycho, la linea più marcata è quella tra Bersani e Berlusconi perché la sfida per diventare premier è a tutti gli effetti tra loro due e quindi i nomi vengono contrapposti di frequente. Al secondo posto ci sono quelle che collegano questi due candidati con Monti che potrebbe essere l’ago della bilancia della contesa elettorale. Infine, una linea spessa collega stranamente l’ex missino Fini con il liberale Giannino. Siamo già entrati nell’ultima settimana di campagna elettorale. Il 24 e 25 febbraio si voterà e fino ad allora sarà una guerra all’ultimo tweet.

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