v La privacy su Facebook e Graph Search, tra balle e spioni | Luigi Nervo
Proteggere la privacy su Facebook e Graph Search

Proteggere la privacy su Facebook e Graph SearchQuella della privacy su Facebook è una questione molto dibattuta e tornata calda con il lancio di Graph Search. Come proteggere foto, informazioni personali e contenuti pubblicati sul social network ora che una semplice ricerca può smascherare azioni che volevamo tenere nascoste o comunque ristrette per una cerchia di amici, oppure può far nascere degli equivoci? La notizia di un presunto spionaggio da parte di Facebook è una balla e proteggere le informazioni è semplicissimo. Sul web si stanno scatenando gli allarmisti che accusano Facebook di spiare le persone e di aver introdotto uno strumento in più per capire i nostri segreti personali. Questa piattaforma di social network viene infatti considerata come uno strumento per farsi gli affari degli altri, una sorta di pettegolezzo 2.0: “Hai visto chi le ha messo mi piace e come è grassa in quella foto?” È vero che molti utenti utilizzano il social network a questo scopo, ma a Facebook non interessa delle informazioni personali della singola persona. L’obiettivo è fare business, non vedere quanto stanno bene insieme Tizia e Caio che hanno appena ufficializzato il loro fidanzamento al mondo social. Graph Search non è uno strumento in più per spiare la gente in barba alla loro privacy, ma serve per tenere gli utenti inchiodati al social network e valorizzare la pubblicità su Facebook Ads venduta agli inserzionisti. Infatti, se un utente dovesse trovare informazioni utili su questa piattaforma, non avrebbe più bisogno di cercarle altrove. Dopotutto è con questi ragionamenti che Mark Zuckerberg ha costruito il suo impero miliardario. Dunque non è la violazione della privacy individuale l’obiettivo di Facebook. Proprio per questo motivo, oggi a molti è capitato che dopo il login apparisse un avviso che invita a controllare le impostazioni sulla privacy. Per avere accesso a questa parte basta cliccare nell’icona a forma di lucchetto nella barra in alto a destra che comprende anche il nome della persona che ha fatto login. Seguendo i percorsi, si trova una pagina con tre suggerimenti per la privacy nelle ricerche di Graph Search. Si tratta di tre indicazioni che riassumerò sinteticamente in questo articolo.

  1. Il primo video spiega come rendere privati i contenuti, oppure come limitare la loro visualizzazione a determinate cerchie di amici. Questo vale per tutto quello che si pubblica: post, informazioni personali, foto o altro. È semplice: se di fianco al contenuto appare il mondo significa che è pubblica, cliccando su quell’icona è possibile restringere i diritti di visualizzazione.
  2. Il secondo video spiega come gestire le foto su Facebook. Vieni taggato in una foto inappropriata? Puoi semplicemente rimuovere il tag o nasconderla dal tuo diario e dalla tua timeline. Ma la foto continuerà a girare in rete con le impostazioni della privacy impostate dal proprietario. L’altra possibilità è quella di chiedere di rimuoverla definitivamente. Per farlo basta cliccare su Opzioni sotto la foto e poi su Rimuovi/Segnala foto.
  3. Infine, è possibile controllare i post che ci riguardano nel registro delle attività.

Seguendo questi consigli, potranno finire nei risultati delle ricerche di Graph Search solo i contenuti che vogliamo che siano visibili a determinate persone. Non dobbiamo avere paura di Facebook o di Graph Search perché a loro non interessa farsi gli affari nostri. Dobbiamo invece fare attenzione agli altri utenti che utilizzano il social network (molti sono dei veri e propri spioni), impostare con cura le impostazioni della privacy generali e quelle dei singoli contenuti.

Articoli correlati

2 pensieri su “La privacy su Facebook e Graph Search, tra balle e spioni”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *